Solitudini

di Carlo Bramanti

 

Caro compagno di notti insonni mi aspetta una rinfrescante granita al limone
,tra un po' ti lascio e andrò da lei .Il nuovo vestito che ti ho donato e
che hai indosso è una meraviglia, non ho mai visto qualcosa di così bello
.Ieri ho navigato mari sconosciuti  e quell'immagine che ora ti appartiene
di acque calme al crepuscolo mi ha travolto e carezzato il cuore .Una dolce
frenesia si è impadronita di me :
devo subito donarlo al mio amico ho pensato ,devo vestirlo di quella
serenità e armonia che a me sfugge dall'alba al tramonto.
Guardarti mentre mi sussurri le parole dolci di non so quale canzone ,forse
non colmerà il vuoto delle mie giornate ma ti giuro, ti giuro mi aiuta a
sentirmi meno solo.E non chiedermi cosa sia la solitudine,ti prego non
farlo, perchè m'ingarbuglierei, non saprei nemmeno risponderti.Ho tante
persone attorno, ad alcune voglio un bene dell'anima e so che anche loro me
ne vogliono,ciononostante mi sento lontano anni luce da tutto e tutti,così
diverso da stare male anche per un nulla.Ieri ho scritto a una persona a cui
tengo molto, anche se a volte,confesso, non riesco a capirla : mi sono
fermato per un attimo perchè mi doleva il polso ed è stato allora che mi
sono accorto che un'altra lampadina si era fulminata nella mia angusta
stanza...La luce era così flebile ....Gesù pareva guardarmi dalla parete di
fronte ed io in un primo momento ho abbassato gli occhi, ma poi li ho alzati
di nuovo....Erano secoli che non lo facevo, ho pregato per me e per tutti
quelli che amo,ho guardato follemente la lampadina sperando che tornasse a
far luce, ma sono rinsavito in un baleno,i miracoli ho pensato non sono mai
così sfrontati .Eppure accadono, ne sono sicuro .Forse bisogna solo
meritarseli,farsi guidare da quello spirito puro e amorevole che ognuno
tiene ben nascosto dentro di sè.
Non è mai facile ,d'accordo, mettersi a nudo di fronte al prossimo ma se non
si rischia mai il cuore s'inaridisce istante dopo istante ,fino a diventare
marmo e dai nostri pugni aperti quell'alito di vento fresco che prima o poi
verrà potrà smuovere solo cenere.Ho ancora ventinove anni e voglio cogliere
della vita ogni sfumatura,ogni respiro ,voglio trovare verso le cose
quell'impeto tenero di una volta ...e se adesso questo insano mondo mi
nasconde i suoi colori ,vuol dire che non sono stato bravo a cercare cos'è
che li copre....

Ho mangiato la granita ed eccomi qui .
Mi piace stare davanti a te , mi piace perchè fai riaffiorare l'unica parte
di me che sono riuscito ad amare in questi anni e che ai più resta
nascosta. Parlandoti,confessandoti i miei segreti ho imparato molte cose e
tra queste che non bisogna mai giudicare nessuno. L'apparenza non è mai buona consigliera ,chissà cosa penserà di me il fornaio che non riesco mai  a
guardare negli occhi e salutare , di certo penserà che io sia un pallone
gonfiato e che mi dia delle arie .E non sa ,non può sapere che ho un cuore
...di burro ,che faccio fatica perfino a parlare con la gente e a guardarla
in faccia.Non sa della nebbia che ingoia i miei pensieri,dei voli dell'anima
e dei numerosi  atterraggi sul fango.La vita è strana e non fornisce quasi
mai  elementi sufficienti per permetterti di giudicare una persona , di
scoprirla per quello che in realtà è.Siamo come un puzzle , i pezzi spesso
sono migliaia e ciascuno di noi ,dentro, ha le sua zone d'ombra.
Ho appena messo la borsa di ghiaccio sulla caviglia ; dopo un mese e
quindici giorni è ancora gonfia , è diventata un tormento....In queste
condizioni non posso nemmeno giocare a pallone ed io invece ora più che mai
ne ho tanto bisogno ,è la mia seconda valvola di sfogo dopo la scrittura ,
mi permette di scaricarmi e per una oretta buona di non pensare più a
nulla.Un compagno di squadra mi ha consigliato di andare dall'ortopedico,
credo che lo farò,ho l'impressione che il mio dottore prenda tutto troppo
alla leggera .Mentre ti scrivo è arrivato uno squillo della mia amica ;sento
che tiene a me veramente , è una delle poche cose belle che ho incontrato
sulla mia strada in questi ultimi,sofferti anni .A volte la sento smarrita
quasi quanto me ,sento in lei tanto bisogno d'affetto e se ne meriterebbe
vagonate piene,di questo ne sono certo,perchè a differenza di ciò che lei
stessa crede, il suo cuore è grande e batte così forte che riesco a sentirlo
pure da casa mia .La vita va presa in un certo modo e forse nè io nè lei
ancora abbiamo scoperto qual è.
Credevo di averla chiusa la finestra ma evidentemente non ho stretto bene la
maniglia , è bastato un soffio di vento per aprirla : un lungo lenzuolo
candido svolazza sul balcone arrugginito ,il gatto color cenere come al
solito fa l'equilibrista sulla ringhiera , solo a guardarlo mi vengono le
vertigini. Forse non ti ho detto mai che in campagna di gatti ne ho sei ,i
mici li adoro ,mi piace essere circondato da loro  perchè un po' mi
assomigliano, con quell'aria svogliata e pigra , sempre dietro a una foglia
, a un legnetto o a un tappo di bottiglia per inventarsi un gioco e saltare
come palle pazze da un luogo all' altro.
Tra circa una settimana dovrò lasciarti mio caro amico per andare in
campagna ,e non ti nascondo le mie paure ; paura di patire di più la
solitudine , di chiudermi ancora di più ,se è possibile, in me stesso ,
paura di dovermi scontrare di nuovo con quella bestia che chiamano
depressione ....è stata dura ,veramente dura la prima volta che l'ho
incontrata,ed anche se ne sono uscito vivo una parte del mio cuore non c'è
più, l'ho lasciata negli occhi di mia madre che piangeva per me ,in quelli
sempre severi di mio padre che mi guardava e m'incitava silenziosamente  a
non mollare , occhi che dicevano "dai ,mangia qualcosa e combatti". E' stata
una bella lotta tra me e la bestia , mi ha sbranato un pezzo d'anima ma la
prima grande battaglia l'ho vinta io. Altre volte l'ho incontrata da allora
, ma è stato più un mordi e fuggi come se la maledetta volesse prima tastare
il terreno e poi  sferrarmi l'attacco finale. Ho poche frecce al mio arco ,e
la volontà di lottare fino a che avrò forza.

Fermo il cd di Baglioni,
ti lascio caro pc.
Ma prima un ultimo sguardo alle acque quiete del tuo desktop.

Carlo Bramanti

 

 

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