MENESTRELLO DA MARCIAPIEDE
Panieri di favori
s'accucciano
in ombrose mani,
un menestrello
sul marciapiede
canta la sua sconfitta.
Aveva implorato lavoro
ma per lui: <<tornate dopo>>
perchè non aveva "amici",
suo figlio s'uccise
perchè non voleva "amici".
Il genero è uomo di successo,
<<ha fatto bene a sposarsi
un avvocato, la figlia>>,
così anche lui
ha un genero di valore.
E' vecchio e pensa
alla donna
che il ciclone
gli ha rapito.
Sul marciapiede
sorride ai ricordi d'amore
e perde una lacrima
quando un fanciullo piange
un gelato negato.
Il menestrello da marciapiede
sà che vestito indossare
la festa,
e non lamenta
un pane d'abitudine.
Aspetta che torni il ciclone
e anch'egli porti
nel lontano prato
dove la compagna aspetta.
Un vecchio cane
con tenera bava
accarezza le sue mani
ed insieme
abbaiano al mondo,
ed insieme volano
sulle ali del ciclone.
Dove visse
il menestrello da marciapiede
non v'è lapide,
nè fantasmi di sentimenti;
a te giunga
il mio accorato sussurro
e per te sia
epitaffio perenne
il mio fievole canto!...