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C'era una volta...
una bimba di dieci anni chiamata cappuccetto rosso, perché le piaceva indossare sempre una mantella color rosso con cappuccio sempre
rosso, ma i capelli li aveva castani. La mamma quel giorno aveva preparato dei splendidi biscotti al cioccolato e adesso
Cappuccetto Rosso ne stava portando un cestino pieno; già, avete indovinato, era pieno, molto pieno di biscotti, così pieno che lasciava dietro di se un forte profumo. Dove stava andando Cappuccetto Rosso? Ma certamente dalla nonna Cappuccia che abitava in una casetta in fondo al bosco.
Tranquilla andava Cappuccetto Rosso sul sentiero in terra battuta sotto il folto degli alberi. Alberi alti, alti e sul sentiero c'erano molte, moltissime foglie di tanti e tanti autunni ormai passati. Lei si divertiva molto a passare con i piedi tra tutte quelle foglie colorate. Ma poco più avanti la stava aspettanto il Cioccolatlupo.
Il lupo viveva nel bosco da tanto, tanto tempo ed era tanto tempo che non si vedeva in quella zona, e
Cappuccetto Rosso non lo conosceva ancora. Era un lupacchiotto strano con lunghi capelli sulle orecchie e quando parlava scambiava tutte le "S" con la "Z". Lui aveva già sentito il profumino dei biscotti nel cestino... e pensava: "yummy, yummy... zento un bel profumo... quei bizcotti devono ezzere miei!"
Andò poco più avanti e si nascose dietro un grosso albero... l'albero sapeva quello che il lupo voleva fare, così si spostò un poco e il lupo andò a nascondersi dietro un altro albero... "uffa, quezti alberi coi piedi", si disse... "mi nazcondo meglio dietro un albero zenza piedi".
Eccolo quindi nascosto e appena Cappucceto Rosso fu vicina con un salto balzò fuori sul sentiero e gli bloccò la strada... "zalve!
Cappuccetto Rozzo, bella, bella bambina... dove ztai andando con quel bel ceztino profumato?"
"Vado a portare i biscotti alla nonna che deve far colazione e non ha nulla da mangiare con il suo caffelatte" rispose
Cappuccetto.
"Oh, ma davvero?" disse il lupo "E non ci zarebbe un bel bizcotto, o due o tre anche per me?"
"Oh, no davvero" gli disse Cappuccetto "sono tutti per la nonna, spostati devo passare", così
dicendo diede uno spintone al lupone e andò avanti per il sentiero.
Il lupo si arrabbiò. Lasciò il sentiero e correndo pensava "eh, eh, eh, adezzo ci penzo io". Correva, correva sulle foglie di molti autunni verso la casa della nonna.
Arrivò molto prima di Cappuccetto Rosso. Bussò alla porta... noc, noc, noc, noc. "Chi è" disse una voce piccola. Il lupo, che era molto bravo a imitare le voci umane disse: "zono io... he, sono io, cappuccetta, oh, nonna... apri, per favore", la nonna andò ad aprire la porta e appena fu aperta il lupo gli saltò
adosso, le diede una sculacciata e tirandola per il naso la portò in cantina. Poi di fretta uscì e chiuse la porta a chiave. La nonna cominciò a gridare "fammi uscire, lupo della malora!!!"
"Zitta", le disse il lupo, "o mangio tutti i tuoi bizcotti e bevo tutto il tuo caffellatte"... ohi, ohi... subito la bocca della nonna di chiuse. Quindi il lupo
si travestì da nonna, con il cappello della nonna, il vestito della nonna, gli occhiali della nonna e la voce della nonna... e si mise a letto... quasi, quasi si addormentava nel comodo letto: ronf, ronf!
Proprio in quel momento stava arrivando Cappuccetto Rosso... tutta contenta stava fischiettando una canzone che nessuno aveva mai udito. Busso alla porta: noc, noc. Noc, nocchino. "Chi è lì?" disse il lupo con il vocino di nonna. "Ciao nonna, sono io, cappuccetto... ti ho protato un cestino di biscotti al cioccolato". "Oh, zei tu... la porta è aperta, entra pure cara, cara cappuccio, io zono... he, sono su, su nel letto".
Arrivata nella stanza da letto, Cappuccetto vide la nonna, o meglio il lupo travestito da nonna, con il cappello della nonna, il vestito della nonna, gli occhiali della nonna, la voce della nonna, nel letto della nonna e gli disse:
"Caspita, che grandi orecchie che hai nonna!"
"oh, per sentirti meglio, cara" rispose il lupo, ricordando di non usare la "z" al posto della "s".
"Che grandi occhi che hai cara nonna!"
"Ma per vederti meglio, bella" rispose ancora il lupo.
"E che grande bocca che hai, nonna cara!"
si alzò di scatto il lupo veloce come il vento... "per mangiare meglio i tuoi bizcotti, oh cappuccetto ztupidetto", così dicendo saltò sul cestino e lo tirò via dalle mani di Cappuccetto...
Cappuccetto Rosso gli diede un calcio nel sedere e il lupo cadde con tutto il cestino che si aprì. Fece appena in tempo a saltare fuori dalla finestra prima che Cappuccetto
Rosso gli desse un altro calcio, ma intanto aveva perso metà dei biscotti... scappò
via, lontano, lontano a mangiare in pace i biscotti.
La nonna si mise a gridare e Cappuccetto Rosso sentiva la sua voce piccola, piccola che veniva dalla cantina... "Arrivo nonna", gridò e andò giù a liberare la nonna. "Il lupo mi ha preso metà dei biscotti nonna" gli disse Cappuccetto. "Non fa niente piccola mia" rispose nonna Cappuccia, "andiamo a prendere quelli caduti
sull'erba fresca e poi facciamo una bella, bella colazione con biscotti e caffellatte, in barba al lupo".
Intanto lontano il lupo aveva mangiato tanti, tanti biscotti... così tanti che aveva mal di pancino... "Ohi, ohi... qui ci vuole qualcoza per lavarli quezti bizcotti nel mio pancino... ohi, ohi", si lamentava, e quindi parti verso la casa della nonna cappuccia.
Arrivato alla casa vide dalla finestra della cucina la nonna e cappuccetto rosso che seduti al tavolo facevano una bellissima colazione con biscotti e caffelatte. Allora, il lupo busso e quando la porta si aprì e la nonna lo vide il lupo le disse: "non ci zarebbe un bel cappuccino per me?"
La nonna arrabbiata prima gli mollò in testa una botta con la scopa poi gli disse "solo se non rubi più i biscotti puoi entrare". Con le mani sulla testa il lupo rispose: "promezzo, promezzo".
Così finisce la nostra storia con la nonna, Cappuccetto Rozzo, mmmm,
cioè, Rosso e il nostro strano cioccolatlupo tutti seduti al tavolo della cucina a far colazione, pranzo e cena con caffelatte, bizcotti al cioccolato, e amicizia.
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