Roba sul Flash

 

Accensione a distanza Sincro seconda tendina Flash multi Sistema modulare
Compensazione Esposizione Parabola zoom Parabola orientabile Presa PC
Modo dedicato Modo automatico Modo manuale Slitta a freddo
Flash Fill-in Tiristore Raggio infrarosso Slitta a contatto caldo
Numero Guida Flash anulare Flash professionale Flash dedicato

 

 

Flash manuale: il lampo ha sempre la stessa potenza. Per avere l'esposizione corretta in relazione alla pellicola che stiamo usando e alla distanza in cui si trova il soggetto da fotografare, dobbiamo intervenire regolando manualmente il diaframma dell'obiettivo. Nella maggior parte dei flash manuali, sul retro troviamo una tabella che riporta dati da usare per avere una giusta esposizione: sensibilità e pellicola, diaframma, distanza lampo/soggetto.

Flash automatico: non dobbiamo calcolare l'esposizione. Un sensore rivolto verso il soggetto controlla il circuito elettronico del flash, in modo che la luce sia sempre sufficiente per una esposizione corretta. Il diaframma dell'obiettivo impostato manualmente secondo le indicazioni del calcolatore del flash.

Flash dedicato: utilizza le informazioni fornite dalla reflex attraverso i contatti elettronici della slitta porta flash. Una volta in posizione, il flash imposta automaticamente il tempo di sincronizzazione, mentre il sistema esposimetrico interno alla macchina controlla la potenza del lampo.

Flash anulare: ha la forma di un anello, e si avvita direttamente sull'obiettivo. Viene usato nella macrofotografia. Ha la caratteristica di fornire una luce morbida e uniforme senza ombre.

Flash professionale: ha potenza superiore agli altri. La potenza può essere frazionata. Ha a disposizione moltissimi accessori.

Numero guida: indica la potenza del flash e comunemente è indicato con la sigla N.G.; Consente di calcolare l'esposizione in manuale. Il diaframma si calcola dividendo il numero guida per la distanza tra flash e soggetto. Maggiore è il numero guida, maggiore è la potenza del flash. Quindi un flash N.G. 40 è più potente di un N.G. 20.

Tiristore: quando lavoriamo in automatismo, il "cervello" del flash calcola la potenza del lampo necessaria al tipo di esposizione. Quindi non sempre usiamo la massima potenza. Il circuito tiristore immagazzina la frazione di potenza non utilizzata, che rimane già pronta per lo scatto successivo, con grande risparmio di pile e maggiore rapidità del tempo di ricarica.

Flash fill-in: viene usato per migliorare l'illuminazione del soggetto. Se è automatico, l'intensità del lampo viene calcolata in base alla luce ambiente, con un rapporto 1:1. Riducendo l'intensità di uno stop, si ottiene invece una proporzione tra luce flash e luce ambiente di 1:2. Le fotocamere moderne consentono una compensazione della luce flash: la luce flash può essere dosata accuratamente per ottenere il risultato desiderato.

Raggio infrarosso: viene emesso dai flash dedicati per misurare la distanza dal soggetto e assistere la fotocamera nella messa a fuoco in condizioni di luce scarsa, a volte persino nel buio totale.

Slitta a contatto caldo: slitta porta accessori montata sulla fotocamera, nella quale viene inserito il lampeggiatore. Contiene un contatto elettronico che fa scattare il flash.

Slitta a freddo: pannello di connessione del flash, privo di contatti elettronici, serve solo ad agganciare il flash alla fotocamera. Per azionare il flash, la fotocamera deve avere la presa PC.

Presa PC: un sistema alternativo per azionare il flash. Si trova sulle fotocamere più vecchie sprovviste di slitta a contatto caldo e in quelle moderne più complete. Accetta il cavo PC che collega la fotocamera al flash. Utile se usiamo lampeggiatori separati oppure da studio.

Modo manuale: alcuni flash automatici e dedicati offrono la possibilità di lavorare in manuale, per consentire un maggior controllo della illuminazione. In manuale, l'intensità del lampo è sempre uguale, qualunque sia la distanza del soggetto o il livello di illuminazione della scena. Il diaframma va calcolato a partire dal numero guida, aiutandosi con la tabella di riferimento, oppure usando un esposimetro flash. Alcuni flash consentono di variare il livello di potenza impostandolo a 1/2, 1/4, 1/8, 1/16. Esempio: se ad una certa distanza soggetto-flash il diaframma è f/8 con il flash a piena potenza, impostando la mezza (1/2) potenza il diaframma sarà f/5.6. Il flash manuale è il medoto più lento e più sicuro per ottenere foto bene esposte. L'esposimetro flash consente poi di avere una lettura precisa dell'esposizione.

Modo automatico: il flash dedicato sa quale diaframma avete impostato, mentre con quello automatico dobbiamo dirglielo. Scegliamo il diaframma e il flash regola l'intensità del lampo entro un preciso intervallo di distanze.

Modo dedicato: offre una comunicazione perfetta tra macchina fotografica e flash, consentendo di utilizzare il sistema di lettura TTL della fotocamera per esporre correttamente, misurando la luce riflessa dalla pellicola durante l'esposizione. Attraverso la slitta a contatto caldo la fotocamera comunica al flash il diaframma, il tempo di posa, la sensibilità della pellicola, la compensazione dell'esposizione ed anche la distanza fotocamera-soggetto.

Sistema modulare: alcuni flash possono essere dedicati per diversi sistemi (Nikon, Minolta, Pentax, Canon, eccetera), grazie all'impiego di speciali moduli intercambiabili. Si presentano come slitte inseribili alla base del flash al posto della slitta standard in dotazione, oppure cavetti come nel sistema Metz SCA.

Flash multi/strobo: riducendo l'intensità del lampo al minimo, si abbreviano anche i tempi di ricarica, e si ottiene una serie di lampi in rapida successione. E' una caratteristica pensata per chi utilizza fotocamere motorizzate oppure per chi deve seguire un soggetto in movimento.

Parabola orientabile: permette di inclinare o di girare la parabola e, quindi, di scegliere la direzione della illuminazione del lampo. Utile per riflettere la luce su una parete e ottenere una illuminazione più morbida.

Parabola zoom: se l'angolo di illuminazione del flash è maggiore di quello di ripresa dell'obiettivo, la luce che cade sulle aree esterne all'inquadratura andrà sprecata. La parabola zoom concentra tutta la luce sul soggetto, adattando l'angolo del flash a quello dell'obiettivo. Normalmente le parabole si regolano manualmente. Alcuni flash dedicati, invece, la regolano automaticamente in funzione della escursione focale dello zoom della macchina fotografica.

Sincronizzazione sulla seconda tendina: di solito il lampo scatta quando si apre l'otturatore, quindi i soggetti in movimento fotografati con tempi lunghi lasciano una scia davanti all'immagine. La sincronizzazione sulla seconda tendina fa partire il lampo alla fine dell'esposizione, in modo che la scia segua l'immagine esposta, dando una impressione più naturale del movimento.

Compensazione dell'esposizione: offerta da alcuni flash dedicati, consente di variare l'intensità del lampo di una frazione predeterminata: di solito fino a due o tre stop (EV) in più o in meno, con incrementi di mezzo o un terzo di stop. Utile per il lampo di schiarita, dato che offre un controllo preciso del rapporto tra lampo e luce naturale.

Accensione a distanza: alcuni flash incorporano una fotocellula sensibile alla luce, che consente di azionare il lampo a distanza usando un raggio infrarosso o un altro flash. Se il lampeggiatore non è dotato di questa caratteristica, esistono le cellule accessorie, che possono venire applicate sulla parte inferiore del flash.

 

Queste informazioni, con alcune modifiche, sono tratte dalla rivista "il fotografo", novembre 1995.     

 

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