Lettera d'amore

 

Sono alla finestra, da dove,

si gode della vista del paese, ed oltre, del boscoso colle,

il cielo, è terso, il sole, alto,

illumina il paesaggio, bianco, di neve ricoperto.

Là, in mezzo al paese, s'erge dominante,

l'immancabile campanile della chiesa.

Amore mio, l'ispirazione m'incita a scriverti.

Son sol tre giorni, che, ti son lontano, ma,

sembrami un secol, da tanto, tu mi manchi,

mi manca d'ammirare, l'aggraziato brio,

del seducente, tuo procedere,

mi manca, di sentir, l'argentina tua risata,

spontanea, qualor, ne sia la necessità,

mi manca, di specchiarmi, nei tuoi cerulei occhi,

or, sorridenti, luminosi, compiacenti,

or, quasi severi, nel rimbrotto,

mi manca, di percepir, in te, l'arguzia, che,

sempre, sai toccarmi, nei miei punti deboli,

mi manca, di gustare i tuoi baci, che,

mi trasportan su, al settimo cielo,

mi manca, di sentirmi tuo e di sentirti mia

nell'amarci appassionatamente.

Mi manca un qualcosa, Amore mio,

come, fossi privo, della metà, di me stesso.

 

Giordano Mauri

13, gennaio, 2005

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