Antonia

I fiori scomposti, esagerati narcisi nella cesta.

La carne a morsi sul terriccio, le pietre di fiume

rotolate nel mare sotto casa. E le prime castagne

scovate con le mani tra i raggi di sole.

Bagni di gesso nelle dune garganiche, bagni

simili ad olio bollente nelle auto, a far l'amore d'estate.

 

Le strade infiocchettate di Bari, le piazze, la lampara

scivolata lenta. Il pescatore di triglie all'angolo,

che ancora ci insegue per un gesto, la libertà.

Il trucco lilla sulle finestre del viso, il viso stesso

che alza in danza un salice sul finire della luna.

 

Il buon ventre, ospitale. E le nenie che mi letargano.

Questa ventata di barocco, lei per me, un colpo

che desta i ninnoli dell'abitudine. La pazzia e la ragione.

La densa onda della vita che si drizza e mi copre.

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