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Mare ripiegato
Non governa luna sulla città d'inverno finchè tempestosa è la tua solitudine, ogni tetto sull'altro si consola sbugiardando gli occhi al cielo; e tu, qull'anca incerta, quel dio temuto, tutti piagnistei che non ho corretto o solo muto, addolcito. Amico mio, dal castello ho visto un mare ripiegato come le sofferenze inferte inducono, andandovi ho realizzato che manca la tua mano a raddrizzarlo. Io mi slego intanto al silenzio. |
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