Profondità di campo
La profondità di campo è influenzata da:
1) Apertura relativa (diaframma): mantenendo costante la distanza del soggetto e la lunghezza focale, al chiudere del diaframma (f/5.6, f/8, f/11, f/16, f/32 eccetera), la profondità di campo aumenta.
2) Distanza del soggetto: se il nostro soggetto sta a 3 metri dall'ottica abbiamo un certa profondità di campo per un certo diaframma e lunghezza focale. Tenendo conto che diaframma e lunghezza focale restano invariati supponiamo di raddoppiare la distanza del soggetto dall'ottica (distanza di messa a fuoco), in questo modo la profondità di campo viene quadruplicata. Questo significa che la profondità di campo e direttamente proporzionale al quadrato della distanza tra ottica e soggetto.
3) Lunghezza focale: supponiamo di usare un 50mm ad una certa apertura e di aver fuocheggiato ad una certa distanza. Abbiamo quindi una certa profondità di campo. Montando adesso un'ottica da 100mm senza variare il diaframma e la distanza di messa a fuoco ci ritroviamo con una profondità di campo pari a un quarto (1/4) di quella precedente.
Di solito la profondità di campo si estende per metà avanti e metà indietro il punto di messa a fuoco.
Distanza
Iperfocale. Osservate questa foto. Un vecchio 50mm/1.8 Canon FD a fuoco manuale. La freccia punta alla scala della
profondità di campo; la profondità di campo è la
distanza tra due numero qualsiasi della scala aventi lo
stesso valore; il diaframma è su f/16; spostando il
simbolo di infinito su f/16 la zona a fuoco sarà: da
circa 2,5 metri a infinito. Nel mirino gli oggetti oltre
i 5 metri appariranno sfocati, ma saranno a fuoco sul
fotogramma una volta scattata la foto. Se il simbolo
d'infinito fosse stato al centro (posizione indice) della
scala, la profondità di campo davanti sarebbe andata
persa.
Senza spostare la ghiera di messa a fuoco; supponiamo che la ghiera del diaframma sia su f/8; osservate la scala della profondità di campo; osservate anche la scala metrica sulla ghiera di messa a fuoco; in questo caso la profondità di campo sarebbe stata da: circa 3 metri a 10 metri circa. Spesso capita al fotoamatore di mettere a fuoco il suo panorama su infinito, e poi quando guarda la stampa o la diapositiva di chiedersi come mai gli oggetti più vicini sono sfocati. Proprio perché non ha tenuto conto della distanza iperfocale. Questo capita spesso usando l'autofocus. E' assurdo usare l'autofocus per fotografare panorami.
Quando si mette a fuoco, solo un piano è realmente a fuoco. E allora come mai quando guardiamo una foto realizzata ad esempio con un 28mm a f/22 tutto ci sembra perfettamente a fuoco? Questo ha a che fare con la visione dell'occhio umano e con il "cerchio di minima confusione". Consideriamo un cerchio; supponiamo che diventi sempre più piccolo; esiste un limite per i nostri occhi dove un cerchio molto piccolo non è più visto come tale, ma come un punto. Non tutti sono d'accordo sulla sua dimensione, supponiamo che questo cerchio abbia un diametro di 0,25 millimetri.
Torniamo al nostro 28mm. Scattiamo a f/22. Solo sul piano pellicola l'immagine sarà resa come un punto e quindi a fuoco. Avanti e dietro il piano pellicola l'immagine sarà resa come tanti piccoli cerchi. Visto che questi sono uguali o più piccoli al "cerchio di minima confusione", per i nostri occhi essi sono dei punti e quindi l'immagine ci apparirà perfettamente a fuoco.
Pagina in allestimento, pazientare ancora un poco.

All photos © Tony Paratore 1998-2001 - Italy - 0941/874884
E-Mail: tonyparatore@lefotoditony.com